Avete mai abbracciato un albero?

image4Albero: Nome generico delle piante perenni con fusto eretto legnoso (detto tronco o stipite) che a qualche distanza dal suolo presenta ramificazioni di vario ordine, recanti a loro volta foglie persistenti o caduche, semplici o composte; i rami e le foglie costituiscono la chioma, che assume forme diverse, generiche o tipiche (globosa, conica, ad ombrello, piangente, ecc.).”

Questa è la definizione che il dizionario di Google ci fornisce…la trovo assolutamente incompleta.

Quando mi capita di sedermi ai piedi di uno di questi o di passeggiare in un bosco, è come se fossi invaso da una qualche forma di energia. La sensazione predominante è la percezione di… qualcosa di più. Come se fossi osservato. Come se venissi avvolto da qualcosa di fresco, di puro…di vivo.

Nella filosofia taoista yoga, questi esseri sono considerati molto potenti, i più grandi e spirituali nel mondo della flora: creature in continua meditazione che, ben radicate a terra, si elevano costantemente verso il cielo. Sono maestri che ci insegnano a coltivare la calma, la presenza e la vitalità.

Ho voluto fare un piccolissimo sondaggio chiedendo cosa uno vede o prova quando si trova ad osservare un albero ed è stato meraviglioso poter osservare come le risposte, bene o male, si somigliavano tutte. Ho selezionato questa fra tutte:

Cosa vedi/provi quando sei al cospetto di albero?

È un bellissimo essere vivente. Sento che è li…a vivere.

Marco

Dediti totalmente alla loro funzione di polmoni del mondo, assorbono l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e la trasformano in ossigeno, ma qualcuno, ha potuto constatare che fanno ben altro. Sono in grado di assorbire il malessere come malattie, inquietudini o image3preoccupazioni e di tramutarlo in energie positive. A tal proposito è stata creata una vera e propria scienza, la Silvoterapia. Essa, ci insegna ad abbracciare gli alberi in modo naturale, a sederci al loro fianco, appoggiando la schiena proprio sul tronco e posizionando la mano destra nella zona del plesso solare, mentre la mano sinistra andrà dietro la schiena, a contatto tra il nostro corpo e l’albero, in corrispondenza della zona dei reni. Inoltre, non spiega solo come abbracciare un albero, ma comporta anche il soggiorno in luoghi boschivi, che viene proposto in particolare a chi soffre di asma bronchiale, bronchite cronica, ipertensione arteriosa, nervosismo e insonnia. Oltre a tutto ciò, abbracciare gli alberi ha un’azione rinfrescante. Degli scienziati se ne sono resi conto osservando che i koala abbracciano gli alberi proprio per rinfrescarsi poiché, appoggiandosi contro la sua superficie fredda perdono calore per conduzione.

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Per quanto mi riguarda posso solo dire che è vero, gli alberi sono fra gli amici più saggi che potrete scoprire. Fanno bene, in tutti i sensi. Se potete, se vi capita, quando passate accanto ad un albero fermatevi per un secondo. Cercate di contemplarlo a fondo, di percepire la sua anima, di interagire con il suo spirito, il quale è intriso del sapere del mondo grazie alla connessione che lega tutto, noi compresi… e mi raccomando: abbracciatelo! 🙂

[Foto a cura di Farah – Viaggi nel Cassetto]

La Favola della Quercia e del Diavolo

Una leggenda popolare sarda  ha come protagonista la quercia. Un giorno il diavolo si recò dal Signore dicendogli: “Tu sei il signore e padrone di tutto il creato, mentre io, misero, non possiedo nulla.Concedimi una signoria, pur minima, su una parte della creazione; mi accontento di poco. “Che cosa vorresti avere?” chiese Dio. Dammi, per esempio, il potere su tutto il bosco propose il diavolo. “E sia” decretò il Signore “ma soltanto quando i boschi saranno completamente senza fogliame, ovvero durante l’inverno: in primavera il potere tornerà me.Quando gli alberi a foglie decidue dei boschi seppero del patto, cominciarono a preoccuparsi; e con il passare del tempo la preoccupazione si mutò in agitazione. “Che cosa possiamo fare?” si domandavano disperati. “A noi le foglie cadono in autunno.  Il problema pareva insolubile quando al faggio venne un’idea: “Andiamo a consultare la quercia, più robusta e saggia e di noi tutti la più anziana. Forse lei troverà un espediente per salvarci” La quercia, dopo avere riflettuto gravemente, rispose: “Tenterò di trattenere le mie foglie secche sui rami finché sui vostri non spunteranno le foglioline nuove. Così il bosco non sarà mai completamente spoglio e il demonio non potrà avere alcun dominio su di noi”.  Da allora le foglie secche della quercia, coriacee e seghettate, rimangono sui rami per cadere completamente soltanto quando almeno un cespuglio si è rivestito di foglie nuove.

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