L’imprevedibile viaggio di Harold Fry (Rachel Joyce)

Imprevedibile viaggio di Harold Fry

Titolo originale: The Unlikely Pilgrimage of Harold Fry
Autore: Rachel Joyce
Prima edizione: 2012
Mia Edizione: PickWick
Pagine: 310
Genere: Romanzo
Sottogenere: Avventura, Formazione

Un giorno girovagavo sui vari blog per cercare qualcosa di interessante da leggere e siccome, non so perché, nonostante io abbia una lista chilometrica di titoli nella wishlist, quando arriva il momento di iniziare un libro nuovo, devo essere ri-ispirato! Comunque, mie manie a parte, appena lessi la trama di questo romanzo rimasi di stucco… approfondito il tutto con qualche bella recensione e subito in libreria ad acquistarlo! Tra l’altro, sulla copertina ci sono un corvo ed un bellissimo paio di mocassini consumati, come resistere?^^

Harold Fry è un tranquillo pensionato inglese, ne triste ne felice, avvolto dall’opprimente nebbia della monotona quotidianità. Viene a sapere che una sua vecchia amica sta morendo ad una città a 1000 Km di distanza, così decide di scriverle una lettera, ma giunto alla posta non si ferma, continua a camminare e inizia a credere che finché lui continuerà a camminare per portarle la lettera, lei vivrà…

Ufficialmente uno dei libri che hanno uno spazio speciale nel mio cuore. Andare con Harold, per tutti quei chilometri, dall’estremo sud all’estremo nord dell’Inghilterra è stato un viaggio a dir poco splendido.

Un viaggio che non è solamente geografico, ma introspettivo, spirituale… uno di quei viaggi dove si ritrova se stessi, perché in fondo, per quanto bello, non è necessario a volte andare in una Ashram in India per farlo… a volte basta solo trovare un po’ di spazio per noi, lontani da ciò che di solito ci avvolge, giorno dopo giorno.

Capì che il suo viaggio a piedi, quel camminare per espiare i propri errori, era anche un modo per accettare le stranezze degli altri. Essendo di passaggio, si trovava in un luogo dove tutto, non solo gli spazi, era aperto. La gente si sentiva libera di parlare, e lui era libero di ascoltare. Di portarsi via un po’ di loro.

La bellezza di questo libro è nel vedere come Harold, riscoprendosi, illumina le persone che incontra con il suo ottimismo, senza mai giudicarle o criticarle, reputandole semplicemente uniche e speciali, chiunque esse siano.

…accettando, aveva imparato qualcosa di nuovo: che si ottiene un dono sia nel ricevere sia nel dare, e che c’è bisogno di coraggio e di umiltà in entrambi i casi…

Piene di valore sono le riflessioni fatte sul figlio David e su quanto ha significato il peso delle parole dette e non dette sul loro rapporto.

Personalmente, non ho potuto non innamorarmi delle scarpe da velale quali, pur non essendo studiate per affrontare un simile viaggio, sono riuscite a spingersi molto più avanti di ogni previsione. Voglio prenderli come metafora questi mocassini, che siano d’esempio quando dubitiamo di noi stessi al grido di qualche corvaccio che ci urla “Non ce la puoi fare”… Volontà e determinazione.

Consigliatissimo 🙂

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