Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (Mark Haddon)

Titolo originale:  The Curious Incident of the Dog in the Night-Time
Autore: Mark Haddon
Prima edizione: 2003
Mia Edizione: Einaudi
Pagine: 248
Genere: Romanzo
Sottogenere: Avventura, Drammatico, Formazione

Chi sarà stato ad assassinare il povero Wellington? Chi l’avrà crudelmente trapassato con i denti di un forcone, tanto forte da inchiodarlo al terreno? Sembra l’inizio di una classica trama poliziesca, se non fosse per il fatto che Wellington è il cane di razza barbone della signora Shears e a farne il ritrovamento è Christopher John Francis Boone, un ragazzino di poco più di quindici anni affetto dalla sindrome di Asperger…

Sicuramente mi ero fatto un’idea abbastanza “sbagliata” rispetto a quello che mi sono trovato a leggere. Nel titolo ed in alcune sinossi lette, infatti, veniva più volte rimarcato il concetto di romanzo giallo, ma del giallo questo romanzo ha veramente ben poco.

La voce narrante del testo è quella del protagonista, Christopher Boone, ragazzo quindicenne che soffre della sindrome di Asperger: una forma di autismo per via della quale manifesta alcuni disturbi del comportamento, come ad esempio il non sopportare di essere toccato, l’odio per il giallo ed il marrone contrapposto all’amore del rosso, la difficoltà di comprendere gli altri esseri umani. La sindrome gli attribuisce inoltre straordinarie capacità logico-matematiche, non a caso nel libro sono riportati vari quesiti matematici famosi. L’isolamento dalle sensazioni emotive e la naturale predisposizione rende Christopher un grande appassionato di matematica..

I numeri primi sono ciò che rimane una volta eliminati tutti gli schemi: penso che i numeri primi siano come la vita. Sono molto logici ma non si riesce mai a scoprirne le regole, anche se si passa tutto il tempo a pensarci su.

Per quanto mi riguarda, Haddon è riuscito a fare un lavoro magnifico calandosi nei panni di Christopher ed è proprio questo a dare dello straordinario al romanzo. Ero anche arrivato a pensare che l’autore fosse un esperto della sindrome di Asperger, invece in un intervista che ha rilasciato a Mangialibri nel 2005 dice:

Ho lavorato con persone con disagi mentali, è vero. Ma molti si sorprendono quando dico che della Sindrome di Asperger so davvero molto poco. La cosa più importante per rendere Christopher vivo non era renderlo medicamente plausibile, ma farne un essere umano credibile. Viviamo in un’era ossessionata dai fatti, e dimentichiamo che l’immaginazione è altrettanto potente. Dopo aver lasciato l’Università ho fatto il volontario presso un ragazzo con la sclerosi multipla. Era su una sedia a rotelle, bisognava lavarlo, vestirlo, portarlo al bagno, dargli da mangiare. Era una persona con difficoltà pratiche diverse dalle mie, eppure mi resi conto che in fondo aveva gli stessi miei problemi: la casa, il lavoro, il denaro, la religione. Una grande scoperta per me, perché mi ha fatto capire che ciò che ci unisce è più di quello che ci divide. Cosa che ho tenuto a mente scrivendo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte.

Mi piace quando piove forte. È come essere avvolti da un rumore indistinto, continuo, che mi ricorda il silenzio ma non è vuoto come il silenzio.

Il fatto di venire proiettati direttamente dentro una mente che non funziona come la nostra, in maniera molto diversa dalla nostra, con tutti i pro ed i contro, è stata un’esperienza semplicemente fantastica.

È vero che la lettura potrebbe risultare in certi passaggi un po’ lentina, essendo interrotta costantemente da calcoli matematici, calcoli, quesiti scientifici, elenchi, ma queste sono tutte trovate dell’autore per far meglio comprendere come possa funzionare un tipo di mente come quella del piccolo Boone, capace addirittura di isolarsi a volte per delle ore, senza nemmeno rendersene conto.

E’ come quando sei triste e tieni la radio appiccicata all’orecchio sintonizzata tra una stazione e l’altra, e ti arriva soltanto un rumore indistinto, e allora alzi il volume talmente forte che non riesci a sentire nient’altro e in quel momento sai di essere al sicuro perchè non senti nient’altro.

Incredibile la sensazione provata al termine di questa libro. La gioia per i successi del piccolo Christopher Boone contrapposti alle enormi difficoltà provate dalle persone a lui più vicino, lasciano una scia di malinconia nel cuore ed una buona dose di riflessioni nella mente.

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