Chi ha spostato il mio formaggio? (Spencer Johnson)

chi ha spostato il mio formaggio

Titolo originale:  Who Moved My Cheese?
Autore: Spencer Johnson
Prima edizione: 1998
Mia Edizione: Sperling & Kupfer
Pagine: 87
Genere: Saggio
Sottogenere: Formazione, Spiritualità

Questo libro scritto per tutte le età, la storia si legge in un’ora, ma il suo messaggio dura tutta la vita. Così recita il retro copertina di questo micro libricino. Questa storiella, o meglio ancora, parabola, ci spinge ad avere un rapporto più flessibile con la vita, evitando di radicarci troppo nelle cattive abitudini della quotidianità.

La vita NON è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco.
Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta: forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà migliore per noi.

A. J. Cronin

Spencer Johnson è un laureato in psicologia alla University of Southern California e dopo la specializzazione presso la Mayo Clinic e l’Harvard Medical School, ha lavorato come Direttore Medico presso la Medtronic e successivamente come advisor presso la Harvard Business School. Ha scritto diversi libri e Chi ha spostato il mio formaggio? da solo ha venduto 1 milione di copie stampate nei primi 6 mesi, e 10 milioni nei 2 anni successivi. Mica fuffa insomma.

Il libricino è diviso in tre sezioni. Nella prima un gruppo di vecchi compagni di scuola discutono, durante una rimpatriata, su come affrontare i cambiamenti avvenuti nel corso della loro vita.

Nella seconda sezione entriamo nel cuore del libro. La parabola vera e propria. In questa sezione vedremo i quattro personaggi: due topolini e due gnomi (simili in tutto e per tutto a uomini minuscoli),cercare di reagire ad un forte cambiamento che invaderà la loro vita quotidiana.

Nella terza sezione i compagni di scuola discutono della propria interpretazione della storia spiegando come intendono applicarne gli insegnamenti nel lavoro e nella vita quotidiana.

Se non cambi, rischi di scomparire.

Ridolino

L’autore con questa carinissima parabola sul cambiamento, ci invita a riflettere su noi stessi. Ci spinge ad osservarci per capire che tipo di atteggiamento abbiamo verso la vita. I cambiamenti nella vita sono inevitabili e ognuno di noi può reagire in modo diverso a questi, proprio come i protagonisti della storia Nasofino, Trottolino, Tentenna e Ridolino. In effetti tutta la vicenda è piena zeppa di metafore, ad esempio, il formaggio (il cambiamento/obiettivo) può rappresentare il lavoro, i soldi, l’amore e le relazioni in generale, il deposito/stanza del labirinto identifica la nostra bella zona di comfort dalla quale non vorremmo mai uscire, e così via.

Da un punto di vista pratico, il libro sembrerebbe non dirci nulla di nuovo. I consigli citati appaiono come cose banali, eppure, tantissimi di noi non riescono a mettere in pratica questi consigli al momento opportuno, ovvero quando qualcuno ci ruba il formaggio! Alcuni di noi reagiscono subito al cambiamento, pronti a reagire in maniera istintiva come i due topolini, altri invece rimangono fossilizzati nei loro preconcetti, rimanendo immobili come Tentenna e poi ci sono i Ridolino, dapprima esitanti e spaventati, ma poi energici e gioiosi dopo aver trovato la forza e il coraggio di reagire.

Che cosa fareste se non aveste paura?

I cambiamenti ci fanno davvero tanta paura, ma come mai? Tutto questo è generato fondamentalmente da un fortissimo senso di attaccamento alle cose ed alle persone (Senza questa cosa/persona io non potrò essere felice. La mia felicità dipende da questo. Etc), ma se riusciamo a trovare il modo di deviare la scia rovinosa di paura che c’è in noi, ci renderemo conto che l’unica cosa veramente costante nella nostra vita è appunto il cambiamento. Capito questo, proprio come Ridolino verremo colti da uno splendido stato di leggerezza, serenità e gioia, riuscendo a godere dei piccoli piaceri che la vita ci propone di continuo, senza spaventarci dei cambiamenti che possono racchiudere tantissime cose belle!

Qui sotto alcune delle consapevolezze molto utili raggiunte da Ridolino:

  • Il Formaggio dona felicità.
  • Se non cambi, rischi di scomparire.
  • Che cosa faresti, se non avessi paura?
  • Quando superi le tue paure, ti senti libero.
  • Se segui le tue vecchie convinzioni non arriverai mai al nuovo Formaggio.
  • Il cambiamento è inevitabile: ci sarà sempre qualcuno che sposterà il Formaggio.
  • Apprezza il cambiamento: assapora il gusto dell’avventura.
  • Spostati con il Formaggio e goditelo!

Perciò nonostante la paura iniziale, proviamo anche tutti noi ad addentrarci nel labirinto per trovare il nuovo gustosissimo Formaggio!

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale.

Dal film Into the Wild

 

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