Mr Mercedes (Stephen King)

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Titolo originale: Mr Mercedes
Autore: Stephen King
Prima edizione: 2014
Mia Edizione: Sperling & Kupfer
Pagine: 496
Genere: Romanzo
Sottogenere: Poliziesco, Thriller

E niente… io sono qui, che tranquillamente mi leggo qualche libro in pacata lentezza e intanto il caro vecchio Zio ti caccia fuori sul mercato un romanzo dietro l’altro, che manco le vecchie macchine rotative dei quotidiani… Comunque, sciocchezze a parte, il re del brivido esce dall’horror per sfociare nel thriller-poliziesco con una trama dalle sfumature non particolarmente originali.

Non sono contento di questa recensione. Sarà perché in generale è tendenzialmente negativa verso il libro, ma d’altronde è giusto che le opinioni sincere prevalgano sulle “carinerie” di etichetta, in fondo questo è pur sempre un blog!

Il libro inizia con una fiera del lavoro, in una delle tante cittadine americane. La crisi economica grava sulle tasche di tantissimi e così, già da notte fonda, si forma una lunga fila di accampati, in attesa dell’apertura delle porte. Poco prima dell’alba, esce rombando dalla nebbia una furiosa Mercedes grigia che punta dritta sulla folla inerme facendo una strage, per poi scomparire nel nulla. Un anno dopo, William Kermit Hodges, riceve una lettera di sfida dall’assassino Mr Mercedes. Sarà in grado il detective ormai in pensione di catturarlo prima della prossima strage?

“Mi mette i brividi. Hai mai visto quel film per la tv con il pagliaccio nascosto nelle fogne?”
Hodges scosse il capo. In seguito, qualche settimana prima della pensione, se ne comprò una copia in DVD. Pete aveva ragione. La maschera era molto simile alla faccia di Pennywise, il cattivo della situazione.

Curiosissima versione gialla di un King totalmente nuovo ai miei occhi. La ferma ed impeccabile bravura con la penna di questo autore che adoro ed i tecnicismi schematici con i quali tesse trama e ordito di questo racconto sono, come al solito, inconfondibili e geniali. Detto questo, però, devo dire che forse sua maestà questa volta ha peccato un pochino di…mmm…”marketing”. È un po’ come se avesse fretta di scrivere qualcosa di più papabile per un target più ampio di lettori, come per far si che anche gli scettici del maestro dell’orrore possano in qualche modo avvicinarsi a lui più facilmente.

Le religioni sono una fandonia. I precetti morali sono un’illusione. Persino le stelle sono un miraggio. L’unica verità è il buio. E conta solo entrarci dopo aver fatto qualcosa di importante. Dopo aver ferito il mondo, lasciando il segno. In fondo, la Storia è nient’altro che una grande, profonda cicatrice.

Queste congetture mi saltano in mente solo per il semplice fatto che in questo libro siamo ben lontani dagli antichi capolavori e non parlo solo di genere letterario.

Le vicende ed i personaggi sono i classici stereotipi del caso: il cattivo psicologicamente disturbato con un passato traumatico che viene fronteggiato dal protagonista e company, terzetto costruito per empatizzare in serenità con la trama -> il buono ormai saturo di morale che pensa al suicidio, il “ragazzo spalla” in gamba e simpatico e la bella, anche lei con qualche problemino.

Non mi piace usare parole negative per parlare di libri (specialmente se di King), ma forse il problema è che quando si è abituati ad un livello così alto, scendere, anche se di poco, ci fa sentire subito la differenza.
Questo non sarà un romanzo di altissima originalità, in fondo, dopo tutte le meravigliose opere che ci ha regalato lo Zio, qualche rallentamento nel ritmo ci sta tutto e comunque, in fondo, resta un buon libro, scorrevole, piacevole, ben scritto ed intrecciato. Un consiglio personale, da gustarsi accanto ad un the al gusto di ribes nero e vaniglia!

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