La bambina che amava Tom Gordon (Stephen King)

La bambina che amava tom gordon

Titolo originale: The Girl Who Loved Tom Gordon
Autore: Stephen King
Prima edizione: 1999
Mia Edizione: Mondadori
Pagine: 298
Genere: Romanzo
Sottogenere: Horror

Sono diventato il nuovo proprietario di questo libro verso fine Gennaio. L’ho acquistato in blocco assieme ad altri due libri usati… non più di 4 € in totale. Conoscevo già questo titolo grazie ad una amica che me ne aveva parlato molto bene, ma ammetto che, nella mia testa, era uno di quei libri di King che ritenevo “minore”, anche se, dopo aver letto sul retro la frase: il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare, la mia curiosità crebbe a dismisura.

Quando suo fratello Pete e sua mamma Quilla sono presi dall’ennesimo ed incessante litigio, Trisha McFarland, di 9 anni, si allontana per un momento dal sentiero, tentando invano di avvisarli. Trisha però si allontana troppo dalla via e si perde, così cerca rifugio nel suo eroe del baseball Tom Gordon, cercando di non abbandonarsi al panico e allo sconforto. Ma nel cuore della foresta dei monti Appalachi c’è qualcosa che aspetta quelli che si perdono…

Certamente non direi che questo sia uno dei capolavori di questo fantastico scrittore, ma devo dire che nell’insieme non l’ho trovato male. Si può notare rumorosa, una nota affine ad altri suoi romanzi, ovvero l’isolamento che conduce alla follia. Come ne La Lunga Marcia o in Shining, la piccola Trisha si ritrova a dover affrontare una situazione molto particolare nella solitudine della sua mente, con tutto quello che questo comporta. Non è tanto incentrato sui meandri della psiche come Jessie ne Il gioco di Gerald, ma sicuramente anche qui, la piccola viene sottoposta alle difficoltà dell’ambiente e a sé stessa, nel tentativo di fuggire dalla foresta.

C’è un momento in cui le persone costrette ad affidarsi solo alle proprie risorse smettono di vivere e cominciano a sopravvivere.

Stona un pochino il fatto che la protagonista ragioni un po’ troppo come un’adulta, il tutto riparato da una frase nel primo capitolo: Trisha McFarland, 9 anni, ma grande per la sua età, comunque poco male^

Io non credo in nessun dio veramente pensante che prende nota della caduta di ogni uccello in Australia e ogni insetto in India, un dio che registra tutti i nostri peccati in un librone d’oro e ci giudica quando moriamo… non voglio credere in un dio che crei volontariamente persone cattive e poi volontariamente le spedisca ad arrostire nell’inferno che ha creato lui. Questo no. Però credo che ci debba essere qualcosa.

C’è qualcosa che ci impedisce di mollare anche quando vorremmo, anche quando rinunciare avrebbe molto più senso che insistere. C’è qualcosa che impedisce alla gran parte di noi di morire nel sonno. Non un dio perfetto, misericordioso e onnivedente, non credo che ci siano prove a sostegno di questa tesi, ma una forza sì. Il Subudibile.

Larry McFarland

Una cosa che ho molto apprezzato sono stati i dialoghi che la bambina ha con il padre in merito al Subudibile concetto al quale la bambina si avvicinerà nel corso della sua avventura.

Punto fondamentale della storia è questa constante, inquietante e angosciosa percezione di una misteriosa creatura che accompagna Trisha fin dai primi giorni di solitudine. È stato facile ed avvincente immedesimarsi in lei, sentirsi perennemente gli occhi puntati addosso da questo mostro.

Dio sarà anche uno sportivo, ma non sembra che sia un tifoso dei Red Sox.

Finale forse un po’ dalla chiusura rapida, ma comunque ha saputo dare l’effetto desiderato (almeno credo!).

Consiglio a tutti… magari un po’ meno alle mamme che hanno una bimba di 9 anni al seguito^^. E come scrive King nel suo post-scritto: La foresta è reale. Se dovete andarci in gita, portatevi una bussola, portatevi buone carte topografiche…e cercate di rimanere sul sentiero.

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