Marina (Carlos Ruiz Zafòn)

Marina

Titolo originale: Marina
Autore: Carlos Ruiz Zafòn
Prima edizione: 1999
Mia Edizione: Oscar Mondadori
Pagine: 310
Genere: Romanzo
Sottogenere: Thriller, Horror

Questo è il terzo libro che ho letto di questo meraviglioso autore. Prima di Marina avevo già affondato gli artigli sui primi due romanzi della serie Il Cimitero dei Libri Dimenticati, ovvero L’Ombra del Vento (assolutamente stupendo) e Il Gioco dell’Angelo, dove, secondo me, ha abbassato un pochino il livello… comunque! Con Marina, ha ripreso completamente tutti i punti persi^^ Se L’Ombra del Vento può considerarsi il suo capolavoro, direi che Marina rappresenta senz’altro la sua anima.

Oscar Drai è un adolescente che vive in un collegio di una tranquilla Barcellona alla fine degli anni ’70. Spesso sente il bisogno di perdersi tra i vicoletti della città che sembra emanare così tanto mistero. In una di queste sue fughe si ritrova ad inseguire la musica di un grammofono che lo porta ad un vecchio casolare, nel quale, entra poi furtivamente e ruba un orologio antico. Il peso della coscienza però schiaccia Oscar già sulla via del ritorno, così decide di fare ammenda e consegnare la refurtiva, conoscendo in tal modo Marina e suo padre, Germàn. Da quel momento il ragazzo  verrà spinto insieme ad i suoi nuovi amici all’irrefrenabile desiderio di rivelare segreti mai svelati, a scoprire tutto quello che non è mai stato confessato…

Una cosa che mi piace tanto di Zafon è il come, con così apparente facilità, costruisce una storia partendo da un semplice oggetto: se grazie ad un libro Daniel Sempere (L’Ombra del Vento) si ritrova immerso nell’incredibile storia di Juliàn Carax, allo stesso modo Oscar Drai viene attirato in una misteriosa avventura tramite un orologio da taschino.

Qui ci sono i ricordi di centinaia di persone, le loro vite, i sentimenti, le illusioni, la loro assenza, i sogni che non sono mai riusciti a realizzare, le delusioni, i tradimenti e gli amori non corrisposti che hanno avvelenato le loro esistenze… Qui c’è tutto questo prigioniero per l’eternità.

Altra cosa che adoro in questo romanzo è che utilizzando una tecnica semplice e scorrevole, vengono utilizzati spesso i periodi brevi, che mantengono la concentrazione alta durante la lettura, facendoci rimanere sull’immagine disegnata dalle parole, come fossimo in un film.

L’aggiunta di una dose in più di “horror” al romanzo rispetto agli altri lo rende…perfetto. Il senso dell’inquietudine nel fitto mistero della trama fra Michail ed Eva mi ha fatto divorare il libro in pochi giorni, con sorprendente voracità!

La stilografica si fermò di colpo e gli occhi di Marina incrociarono i miei.
Chiuse in fretta il quaderno.

I personaggi, come al solito, costruiti in maniera superba, tra i quali, c’è Marina…

Marina è una ragazza che non può trovare descrizione. Marina è la migliore amica, è colei della quale sarai per sempre innamorato, è quella che ti sprona a vivere e non solo a sopravvivere, ti ispira e ti guida. Marina è Marina.

Consiglio a tutti di leggerlo. So che è un po’ macabro, ricco di suspance, inquietante e spaventoso, e questo, a molti non piace, ma è anche carico di amore platonico e ricco di un profondo senso di amicizia che trasuda costantemente dalle pagine del romanzo. 😉

Tutti custodiamo un segreto chiuso a chiave nella soffitta dell’anima.

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