Il Codice da Vinci (Dan Brown)

Codice da Vinci

Titolo originale: The Da Vinci Code
Autore: Dan Brown
Prima edizione: 2003
Mia Edizione: Oscar Mondadori
Pagine: 523
Genere: Romanzo
Sottogenere: Thriller

Questo romanzo è stato uno dei miei primi “libri grossi” che ho letto (ovvero sopra le 500 pagine ^^). Di norma mi spaventano di queste dimensioni poiché ho sempre paura di annoiarmi, ma con quel pochino di esperienza accumulata nella lettura mi sono reso conto che un libro può annoiarmi già nelle prime 10-20 pagine, come a volte capita, purtroppo, ma fortuna ha voluto che in questo caso non è andata così, anzi… me lo sono letteralmente mangiato! Dopo questo ho comprato e letto anche tutti gli altri romanzi dell’autore e chi più, chi meno, sono stati tutti in grado di regalarmi qualcosa.. 🙂

Il professor Robert Langdon, studioso di simbologia, non immagina di dover affrontare, a distanza di secoli, il genio di Leonardo da Vinci. Ad inserirlo bruscamente in questa situazione è il curatore del Louvre che, ferito mortalmente da un misterioso rapinatore, riesce nei suoi ultimi attimi di vita a scrivere col suo stesso sangue, dei numeri, delle lettere e, appunto, il nome di Robert Langdon…

Romanzo molto criticato da quel simpaticone di prete che mi “insegnava” religione alle superiori (e da tantissima altra gente^), il Codice da Vinci pone la sua attenzione sui templari, i massoni e il Santo Graal. Una forte idea si fa largo nella mente leggendolo, il fatto che la chiesa in tanti anni ha forzatamente nascosto “certe cose” per risultare credibile e indiscutibile, ma è solo un romanzo ed è su questo che bisogna ragionare.

Leggendo recensioni per il web, ho notato che nonostante questo libro sia uno dei maggiori best seller degli ultimi tempi, è stato enormemente criticato per i vari errori e falsi storici. Io, da ignorantone finito, invece me lo sono goduto molto. Non è il mio preferito dell’autore, ma comunque ha saputo darmi tanto in maniera assolutamente leggera.

Lo stile di Dan Brown è estremamente piacevole e scorrevole. Ricordo che me lo sono gustato in inverno, con un tè ai frutti di bosco e la neve fuori dalla finestra… Si può chiedere forse di più? 🙂

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